Siamo giunti a Genova, ma non “finalmente “!

Quanto lasciato al Guaricano ritorna con mille risonanze nel mio cuore.

I legami intessuti, reali e ideali, hanno fatto sì che l’Oceano si è rimpicciolito (ancor di più dopo Colombo) e la fredda notte trascorsa sull’aereo del ritorno da S. Domingo non ha cancellato il tepore di una giornata di sole di fine estate in una Madrid pulita e familiare nei suoi colori, distesa nelle sue irregolari ampiezze e varia nelle sue architetture: è stato facile collegarla a S. Domingo, impossibile non ricordarla nelle diverse vicende storiche di un pur importante passato, in cui l’aspetto religioso ha avuto la sua importanza.

A Madrid don Paolo, Lena ed io ci siamo addentrati nei musei di Palazzo reale, mentre Mina e Pino si sono soffermati nei dintorni; ci siamo ritrovati tutti, dopo qualche ora, nella vicina Nostra Signora di Almudena a pregare la Madre di Dio per la Nazione spagnola, affinchè superi le odierne contraddizioni, e per noi, grati del dono ricevuto al Guaricano. Non sono mancati poi, lungo le “calles” e nelle utime ore d’ attesa del volo per Genova all’aeroporto di Barajas, commenti vivaci, battute, momenti di apertura personale e un’attenzione più diretta fra di noi.

Don Paolo, l’infaticabile ! Si rivela guida vigile, sobria e affettuosa, compagno ideale di “cammino”, attento a soddisfare ogni giusta esigenza, a valorizzare “talenti” nascosti, a riequilibrare situazioni relazionali  e ad affrontare imprevisti sempre in agguato. Vero missionario con cui il Vangelo diventa vita, opere concrete e accoglienza profonda dell’altro.

Rivedo a flash le immagini che la mia memoria contiua a mandare in onda…

All’arrivo, durante la Messa serale nel cortile della missione, “padre Pablo” ha subito riattivato, con parole franche e dirette, i contatti con tutte quelle persone accorse a festeggiarlo così numerose e vivaci nelle esternazioni: ha sottolineato la continuità del loro operato, le ha ringraziate e confortate; ha parlato della Chiesa genovese, riportando saluti e proposte per il futuro; ha nominato i religiosi e le religiose che erano stati e sono ad oggi al Guaricano. Al ricordo di don Lorenzo Lombardo, sepolto proprio lì, in quel cortile, circondato da piante tropicali, il Padre ha calamitato i presenti in un raccoglimento intenso e commosso: quella comunità orante era la testimonianza di un amore così grande che non doveva spegnersi mai.

Alla Duquesa… Superati gruppi di ragazzi che trafficavano nella spazzatura, siamo stati accolti nella chiesetta da bimbi stupiti e da vispe bambine con le treccioline luccicanti di fiocchetti. I più grandi attorno all’altare, animavano i canti con i suoni metallici dei tamburelli e di uno strumento a grattugia. All’omelia “Padre Pablo” prende un bambino per mano; uno dei due “si fa cieco” e l’altro sbanda e va a finire sopra i fedeli, coinvolti nel dialogo, che sorridono e rispondono in perfetta sintonia alle domande del celebrante-mimo. La speranza cristiana è in primo piano: nulla è possibile fare senza la preparazione e l’impegno personali, né per se stessi né per gli altri, e il Signore non abbandona dove c’è esigenza di progresso umano. Abbiamo pregato per questa speranza e per rafforzare la nostra fede… al lume di candela, perchè l’energia elettrica spesso mancava!

La visita agli ammalati: la sofferenza nella sofferenza. Pomeriggi infuocati; vie, viuzze che s’intersecano, in modo irregolare, pozzanghere, rifiuti e odori forti; casette continue, uniformi, spesso sbrecciate o incomplete, a muro nudo o sbiadite dai frequenti acquazzoni, di pochi vani, stretti, con spazi esterni che diventano vivibili. All’interno l’arredo è essenziale, necessario, con un angolo pronto ad accogliere l’ospite. Appartato nel suo lettuccio con su un lenzuolo, l’ammalato si assesta con pudore, sorride ai nostri saluti, ma chiede qualcosa alla parente accanto… “padre Pablo” comprende, si avvicina e “parla” con lui; quindi ci chiama per esprimere preghiere singole o comuni, che spesso si mutano in canti d’intercessione in spagnolo e in italiano. Poi benedice tutti. Momenti di commozione, in cui i gesti creano empatia più delle parole: uno sguardo sorridente o solo sereno, una carezza, un ascolto attento, una risposta talora scherzosa e un abbraccio. Ci vengono in mente alcune descrizioni del Vangelo…

Eccoci a visitare le scuole (primaria, secondaria, diurna e serale ), le altre parrocchie e il Centro sanitario e nutrizionale. Occasioni preziose per incontrare insegnanti, allievi e tutti gli altri operatori delle varie strutture. Si discute,  in un  confronto aperto e appassionato,  di organizzazione, di progetti, di difficoltà, di risultati e di come migliorare i servizi. L’accoglienza è sempre calorosa e grata.

Per ultimo un appuntamento, presso il Seminario maggiore dominicano, con il Rettore e con alcuni seminaristi del Guaricano, futuri sacerdoti in queste difficili realtà umane da curare, sviluppare e consolidare.

Noi accompagnatori di don Paolo, accomunati dall’età non più giovane, forti di esperienze personali, ma così diversi l’uno dall’altro per percorsi di vita e per ruoli ricoperti, abbiamo cercato di raccontare e trasmettere quella che riteniamo essere la parte migliore di noi stessi, quella raggiunta con mille difficoltà, impegno e sacrificio. È dunque importante lottare, essere protagonisti della propria storia, conseguire i traguardi sperati e possibili, recuperando sempre dignità, rispetto e affetti. La fede aiuta in questo bisogno di progresso umano.

Caro don Paolo: grazie! Grazie per averci dato l’opportunità di offrire “briciole di amore” per il Pane che rende tutti fratelli.

Commenti

Grande Lina! La tua presenza è stata molto cara. Il Guaricano ti aspetta di nuovo!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

8:32 am

Grazie!

I nostri giorni in Guaricano sono ormai terminati. Innanzi tutto RINGRAZIO le Suore Brignoline:

  • MODESTA (Superiora nella Missione) sempre attenta, umana, affettuosa, disponibile verso di noi nonostante il Suo grande impegno di insegnante nella scuola con centinaia di scolari, il Centro nutrizionale per i bimbi con problematiche familiari (attualmente 26), l’attenzione all’approvvigionamento e all’aiuto della cucina, alla farmacia e al dispensario ecc. ecc.
  • PAOLINA suora scherzosa, d’incontro e lavoratrice, collaboratrice dinamica ecc. ecc.
  • BLESSILA suora all’apparenza di poche parole ma poi molto pratica, lavoratrice, simpatica con le sue battute, ecc. ecc.
  • CRISTINA suora (dominicana) impegnata nella Pastorale Giovanile, che ci ha spiegato alcuni comportamenti diversi tra noi e i Dominicani e il significato di interpretazione diversa di alcuni vocaboli.

Queste Suore sono instancabili (quanto don Paolo…) e soprattutto hanno un Cuore santo!!! Hanno sempre il sorriso e l’aiuto per ogni difficoltà nascondendo ogni fatica!!! nonostante il clima tropicale, le zanzare, l’ambiente, la musica allegra ed assordante, ecc..

Il saluto affettuoso con loro all’areoporto è stato commovente!

Come Lara, mia figlia, sono rimasta contagiata dal Guaricano!

Grazie anche ai nostri Preti Genovesi che si sono prodigati molto per l’evangelizzazione, l’istruzione e le migliorie apportate negli anni precedenti!

Una preghiera a don Lorenzo Lombardo perché continui a proteggere il Guaricano e le Suore Brignoline a Lui tanto riconoscenti!

Grazie a Sila, cuoca perfetta, precisa, attenta e premurosa!

Personalmente consiglio a TUTTI un’esperienza così forte per poter essere testimoni di una realtà che potremmo continuare ad aiutare a migliorare.

Nei miei occhi ho lo sguardo bellissimo dei piccoli incontrati, scalzi e alcuni nudi, lungo le strade sterrate e disseste, contentissimi solo per una foto scattata loro.

Ringrazio il Signore per aver potuto assaporare questo periodo e spero, se vorrà, di tornare per poter essere più utile!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

11:51 am

Ritorno faticoso

Stiamo ritornando a Genova, la permanenza al Guaricano è terminata. Stiamo scontando il basso prezzo del biglietto aereo con 12 ore di attesa della coincidenza Madrid-Genova, e non vediamo l’ora di tornare a casa. Grazie, comunque, Signore, per i bei incontri di questi giorni!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.


Stasera con gli amici genovesi abbiamo vissuto l’Eucaristia a Duquesa. L’accoglienza è stata superiore a quella degli altri posti.

Per cominciare, Selenia ha letto una poesia in rima composta apposta per il nostro arrivo.

La celebrazione è stata animata da un coro giovane e che sembrava abbastanza preparato.

Nell’omelia abbiamo meditato insieme sul fatto che un cieco non può guidare un altro cieco, e ho fatto leva sul fatto che a tutti noi fa piacere aiutare gli altri, ma per aiutarli veramente dobbiamo essere preparati.

Alla fine la proposta di una foto insieme è stata accolta con una festa unica. Purtroppo la macchina ha fatto un po’ le bizze, per cui ho dovuto ripetere varie volte la foto del gruppo, e tra tutte vi propongo la migliore.

Grazie, Signore, per la gente di Duquesa!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

gruppo agosto 2009Hola toditos! Ciao a tutti!

Sono qui al Guaricano da qualche giorno con alcuni fratelli e sorelle di Genova: Pino, Lena, Lina, Sandra e Mina, la mamma di una persona specialissima che conoscete, Lara.

Ci fermiamo ancora qualche giorno, poi, lunedì, ripartiremo per Genova. Sandra però si fermerà qui fino all’inizio di ottobre, per stare un po’ con le suore e dar loro una mano, soprattutto in cucina. Sandra è alla sua terza permanenza qui nel Guaricano, e tutte le volte porta tanta gioia!

I sei giorni che abbiamo già passato qui sono trascorsi molto alla svelta: Messe, confessioni, visite a malati, incontri con comunità apostoliche… ogni volta che incontriamo un gruppo di persone è una festa: la gioia di rivedere il loro vecchio parroco e la gioia di ricevere visite.

Per quello che mi rendo conto il cammino della comunità è andato avanti. Le comunità apostoliche sono state accorpate per portare avanti un cammino di Lectio Divina simile a quello che fanno le comunità neocatecumenali, e le responsabilità all’interno della comunità sono condivise da più persone, in maniera che tutti sono più stimolati a prepararsi e a dare il meglio di sé.

Una volta al mese tutte le comunità apostoliche e d’altro tipo si incontrano, vivono un piccolo ritiro e organizzano il seguito del cammino con la turnazione dei responsabili.

Viene portata avanti anche la Missione Continentale, che è un’iniziativa di tutte le chiese latinoamericane: è stata realizzata in alcuni dei settori, e alle persone che si sono lasciate toccare dall’amore di Dio è stato offerto un cammino di crescita e l’ingresso a comunità che ora vengono chiamate “nuove” e “nuovissime” secondo il loro grado di avanzamento. Ovviamente il portare avanti le comunità suppone un gran lavoro di animazione e di formazione dei responsabili, cosa che portano avanti i diaconi e le persone più in gamba.

I tre preti dominicani che portano avanti il lavoro qui sono molto in gamba, e ho fiducia che aiuteranno vivamente la comunità.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

8:29 am

Impressioni

Sono già trascorsi alcuni giorni in Guaricano. Questa esperienza ci ha arricchito per valorizzare quanto per noi è scontato. L’importanza dell’acqua che da noi è potabile e scorre sempre e che spesso sprechiamo! Qui non è potabile e spesso non arriva e ci si devono lavare i denti con quella minerale!

La corrente elettrica che noi abbiamo sempre e che, per noi, quando manca momentaneamente è un’ansia!… Qui è un’abitudine e una cosa naturale averla a ore.

Camminare a piedi nudi su strade dissestate e con spazzatura per noi è pericolo di infezioni e tetano!… Qui è un vivere giornaliero sia per gli adulti che per i bimbi.

Noi, spesso, non accogliamo nelle nostre abitazioni le persone per il disordine! Qui non guardano all’estetica ma all’ospitalità, all’incontro.
Qui c’è solidarietà specialmente tra poveri! Quando c’è un malato sono tutti uniti per aiutarsi vicendevolmente! I valori umani si trovano proprio qua.

A Duquesa , dopo aver percorso una strada sterrata con ai lati ragazzi (grandi e piccoli) intenti a dividere i cartoni dalla plastica nella spazzatura per poi vendere per avere qualche pesos, Don Paolo ha celebrato la Messa al buio e a lume di candela. È stata per noi molto suggestiva.
Al momento dello scatto della foto c’è stato un boato unico e generale da pelle d’oca (nonostante il caldo umido terribile, per noi), INDIMENTICABILE!!!

Speriamo resti sempre in noi il dovere di testimoniare e ringraziare il Cielo per quanto abbiamo ricevuto e la fortuna di essere nati a Genova.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

8:26 am

Arrivati!

Giovedì 3 settembre alle 17,30 siamo arrivati a S. Domingo. Già all’uscita dall’areoporto, nonostante il caldo torrido e la pioggia, c’è stata un’accoglienza festosa e affettuosa al ritorno di Don Paolo, e a tutti noi (sconosciuti), travolgente da parte di chi ha potuto venire a prenderci! L’allegria ed il calore umano ci ha subito invaso personalmente.

Per raggiungere la Missione abbiamo percorso una strada molto trafficata e con poco rispetto delle regole di precedenza agli incroci. Abbiamo visto come ai lati dei marciapiedi, dissestati, vendono cocco, mango, papaia, banane… e i ragazzi stanno a scherzare e trascorrere le giornate…

Dopo la Messa serale celebrata da Don Paolo presso la Missione, portata avanti dalle suore Brignoline e davanti alla tomba di Don Lorenzo, ci siamo presentati agli abitanti del Guaricano. È iniziato così un susseguirsi di ulteriori abbracci affettuosi molto toccanti ed indimenticabili. Le Messe sono tutte partecipate con canti accompagnati da gesti e battito di mani, per noi inusuali. Ci si sente subito coinvolti, anche chi, come me, è piuttosto timido… (nonostante l’età).

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Ieri è stata una giornata indimenticabile per la diocesi di Santo Domingo e per la comunità del seminario Redemptoris Mater perché Tulio Matos Cordero è divendato sacerdote. Durante la omelia il Cardinale Nicolás de Jesus ci ha tramesso la sua gioia e ha anche affermato che tutti i sacerdoti devono seguire Gesù anche nei momenti più difficili.

Oggi don Tulio ha celebrato la sua prima messa nella parrocchia di Nuestra Señora del Amparo, erano presenti tutti parrocchiani e i suoi famigliari, le sue persone care e gli amici.

Fra alcuni giorni don Tulio diverrà parroco di Santiago el Menor.

Questo per noi è un’allegria e una gioia, perché dopo che andato via don Franco non c’era un parroco fisso, e ultimamente c’era p. Guarionex che portava avanti due parrocchie. Adesso che hanno una parrocchia ognuno è per lui un grande aiuto. I parrocchiani sono molto contenti.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

È passato un po’ di tempo dalla nostra permanenza in Guaricano, ma siete sempre nei nostri cuori.

Il piccolo Francisco cresce vispo (alcune volte anche un po’ monello) e sta bene. Spesso si mette a sfogliare le foto del nostro incontro e della vita in missione ripercorrendo il tempo trascorso e i visi di tutte le persone che ci hanno amorevolmente accolto ed aiutato.

Ultimamente guardando le foto del nostro matrimonio ci ha chiesto per quale motivo non fosse con noi. Gli abbiamo spiegato che lui non era ancora nato. Lui ci ha chiesto: dov’ero? Noi gli abbiamo risposto che era una piccola stellina nel cielo e che il Signore l’ha preso nella sua mano e soffiando lo ha fatto nascere a Santo Domingo.

Poi sono arrivati mamma e papà, ed in missione siamo diventati una famiglia.

Per questo non possiamo che ringraziare tutti Voi, per l’accoglienza e l’amore che ci avete dimostrato.

Un caro augurio di Buon Natale a tutti voi, nella speranza di potervi riabbracciare al più presto.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Carissimi,

sono fresca di ritorno da un’esperienza di tre settimane nella missione delle suore Brignoline nel quartiere del Guaricano, a Santo Domingo.

Porto nel cuore questa nuova esperienza missionaria con tutto il suo carico prezioso di insegnamenti, di episodi, di conoscenze, di momenti facili e momenti difficili, di novità, di persone belle e vere incontrate lungo questo tratto di cammino compiuto. Conoscere e condividere (almeno in piccola parte) la vita di lavoro e di preghiera delle suore missionarie è un’esperienza di cui sono sempre gratissima.

Il primo esercizio che ho fatto appena arrivata e che cerco di fare ad ogni nuova esperienza è il vuoto.

Il vuoto dentro di sé per dimenticarsi della nostra vita di occidentali benestanti dove si apre il rubinetto ed esce l’acqua corrente, si preme un interruttore e la luce illumina la stanza, il computer si avvia, ogni servizio funziona regolarmente.

Leggi il resto…

Commenti

Grande Alessandra! e grazie per questa testimonianza fantastica!

Bella, davvero bella!! complimenti Ale!!

Conosco Alessandra non solo come collega di lavoro ma soprattutto per la sua grande forza interiore. Una forza che nonostante il suo corpo così minuto e fragile la spinge a fare azioni gigantesche. Alessandra applica veramente ciò che il Signore ha insegnato:
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.”
“Beati gli afflitti, perché saranno consolati”
“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.”
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”
La sua forza e la sua sensibilità verso il prossimo derelitto sono un grande dono che aiuta e consola coloro che soffrono. Grazie all’aiuto delle missionarie e missionari e di tutte le opere di bene, si rende questo nostro mondo meno egoista,cieco insensibile alla povertà.
Se si vuole veramente salire fino al cielo, bisogna scendere fino a chi soffre e dare la mano al bisognoso. Non si arriva mai in cielo con gli occhi asciutti.
Alessandra fa tutto questo e realizza veramente ciò che sente nella sua grande forza interiore.
Vai Alessandra, continua così, anche tu, come diceva Madre Teresa, sei una piccola matita nelle mani di Nostro Signore.

grazie a te, Ale, per queste parole e per la tua splendida testimonianza di vita e di missione.
Riporto qua sotto una frase di Lorenzo cui ho pensato leggendo la tua esperienza: “Il mondo non sbaglia quando si tratta di riconoscere i vari Charles De Focauld, Abbè Pierre, Carlo Carretto, Tersa di Calcutta, P.Tritze (la nota sarebbe troppo lunga) perchè intuisce che LA VITA è Lì DOVE QUALCUNO ASSUME IL RISCHIO DI PERDERLA PER AMORE”. Tvb!

Alessandra, sono Vanni, il friulano di Villa Benia. Questo sito mi è stato segnalato da Carlotta: ebbene, ancora una volta ho avuto la conferma della tua straordinaria umanità. Sei un esempio meraviglioso, formidabile. Non ringraziare per i complimenti: sono il minimo che io possa fare. Un abbraccio affettuoso.
Vanni

Cara Alex, come per tante altre volte, sei di esempio e di riflessione per quanti non osano o non possono fare altrettanto. Un abbraccio. Paolo Norman

Alex, ho già avuto il piacere di esprimerti di persona il mio riconoscimento sul valore di questa tua missione che, è bene ricordare, non è l’unica! Quindi non posso aggiungere altro alle parole dei tuoi amici che condivido pienamente. Desidero però gridare a tutti: “Ma vi siete resi conto che una nostra carissima amica – un angelo biondo – opera silenziosamente tra i meno fortunati della Terra?”. Con affetto. Mauro

Messaggi di conforto, parole di saggezza, tutti siamo in grado di dispensarle.

Tu Ale vai ben oltre

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Ho aggiornato finalmente il programma del diario, c’è qualche cambiamento soprattutto per chi scrive, ma spero che le cose siano abbastanza intuitive. Se qualcuno non capisce qualcosa mi chiami e gli spiego.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

un-momento-di-allegria.JPGQuando era ancora qui don Giulio avevamo invitato a pranzo con noi don Francesco che ha gradito volentieri. È stata una gioia per tutti noi stare un po’ con questo sacerdote novello, anche perché svolgerà il suo ministero in una delle nostre parrocchie.

Anche don Giulio ha avuto così la possibilità di stare un po’ con il suo figlio spirituale.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

In serata abbiamo accompagnato all’areoporto don Giulio Boggi che ritornava a Genova. Era commosso e ci ha detto che ha trascorso questi giorni con  gioia insieme a noi.

Grazie don Giulio!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Sabato 27 settembre si sposerà la nostra cara Lara, multifacetica e attivissima volontaria del Centro Missionario Diocesano e animatrice del Movimento Giovanile Missionario, nonché visitatrice della Missione.

Fin da adesso un augurio sincero e la promessa della nostra preghiera!

Commenti

sempre detto che don Paolo è speciale..

Io non me l’aspettavo proprio stamattina di trovare sul diario quest’articolo, rimango ancora una volta senza parole

grazie di cuore

è bello poter condividere questo momento importante della nostra vita con le persone che ci vogliono bene e che ci sono vicine (anche da lontano)

un abbraccio grande!

Auguri di cuore per questo lieto evento!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Stasera il card. Bagnasco ha presieduto a Oregina la Messa di trigesima della morte di don Lorenzo.

La chiesa era strapiena. Molta gente, di Oregina, delle parrocchie vicine, di San Sisto, di Valleregia. Presenti molti anche di coloro che hanno visitato la missione in questi anni: Lara, Riccardo, Giulia, Gabriele, Alice, Carmen, Paola, Francesco,… sicuramente dimentico moltissimi!

C’erano anche suor Valeria, suor Roberta e suor Susanna, mentre non ha potuto venire Taína, ormai novizia.

Generosa la partecipazione dei preti, almeno una quarantina: suoi compagni di seminario, e molti che l’abbiamo conosciuto e stimato.

Don Giandomenico Torre ha rievocato la vita di Lorenzo, mentre è toccato a me dire qualcosa della morte, dei funerali, dei nove giorni di celebrazioni. E il card. Bagnasco ha indicato alla gente l’esempio dei fratelli dominicani, con la loro partecipazione attiva alle Messe del novenario, con l’accostarsi al sacramento della riconciliazione, con l’amore e l’affetto dimostrato a Lorenzo.

Peccato che non c’erano le immaginette per distribuire a tutti. Sono state date solo ai preti presenti.

Una bella manifestazione d’affetto per Lorenzo, anche qui a Genova!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Dopo la Messa di trigesima di don LorenzoAnche in Guaricano abbiamo celebrato la S. Messa per don Lorenzo, è stato stamattina alle sette, ad un mese dalla sua morte. Hanno concelebrato padre Francisco Caraballo, padre Guarionex, don Giulio, c’era Marcial ed erano presenti molti fedeli delle nostre parrocchie.

Durante l’omelia don Giulio ha raccomandato a tutte le comunità la vicinanza alle suore perchè non si sentano sole; ha detto che la tomba di don Lorenzo sarà il legame tra Genova e il Guaricano e che spera, se Dio vorrà, di poter ritornare.

Padre Francisco ha presieduto la celebrazione essendo sacerdote novello. Ha ricordato la sua amicizia con don Lorenzo nel 1992 prima di entrare in seminario.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Nonostante la sistemazione definitiva della tomba di don Lorenzo fosse già organizzata, non si è potuta realizzare completamente a causa dell’acqua che ha invaso casa e giardino della missione alcuni giorni fa.

Adesso siamo in attesa dei marmisti e speriamo che possano completare l’opera la settimana prossima. Preghiamo perché finiscano tutti i lavori per giovedì 28, giorno in cui celebreremo il primo mese dalla morte di don Lorenzo.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

La sera dell’ordinazione padre Francisco ha celebrato la sua prima Messa nella parrocchia di Santiago el Menor, circondato dai genitori, dai fratelli (una delle sue sorelle, Carmen Nelly, ha fatto la professione religiosa poco tempo fa) e da tutti i parrocchiani. È stata una grande festa di canti, luci e commozione. Il novello sacerdote ha voluto che facesse l’omelia don Giulio Boggi perché con la sua esperienza di vita sacerdotale gli desse alcuni consigli per l’inizio del suo ministero.

Don Giulio facendosi guidare dalla Parola di Dio gli ha proposto di tenere come suo modello Gesù, di riconoscere ed accettare con umiltà i propri difetti, essere pronto a portare la croce delle difficoltà che incontrerà, obbedire al vescovo per essere disposto ad andare dovunque il vescovo lo manderà, le pregare per trovare la forza in Dio.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Da oggi l’arcidiocesi di Santo Domingo ha otto nuovi sacerdoti. L’avvenimento è stato celebrato con la presenza di un gran numero di sacerdoti, religiosi e laici. Ha presieduto il cardinal Nicolás insieme al Nunzio Apostolico e ai due vescovi ausiliari.

Concludendo la celebrazione il cardinale ha anunciato che verranno due sacerdoti a fare i loro servizi in Guaricano insieme ad un sacerdote sperimentato, padre Lorenzo Varges. Uno di loro sarà padre Francisco Caraballo. Quando l’arcivescovo ha dato questo annunzio, nello stadio si è alzato un boato nel settore dove erano presenti i nostri parrocchiani. Domenica 7 settembre tutti e tre cominceranno il loro servizio a Santa Margarita e alla Divina Misericordia.

Vi chiedo di accompagnarli con le vostre preghiere.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

La sera del giorno 18 suor Blessila e suor Cristina sono andate a prendere all’areoporto don Giulio Boggi che da tempo aspettavamo per l’ordinazione sacerdotale di Francesco Caraballo della parrocchia di Santiago el Menor. Era stato lo stesso don Giulio ad accompagnare Francisco in seminario. Anche per noi è stata una grande gioia riavere con noi un sacerdote.

In questi giorni don Giulio ha potuto dare alle nostre comunità la celebrazione dell’Eucaristia con grande gioia per i fedeli. Anche per lui è stata una grande gioia rivedere tanti fratelli e sorelle, e non si sono risparmiati gli abbracci.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Mercoledì 27 agosto alle 18 si celebrerà nella parrocchia di Oregina la Messa di Trigesima di don Lorenzo. Ci saremo, per ricordarlo e pregare per lui.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

La sera della partenza di don Paolo io e suor Modesta siamo andate alla casa di Manresa Altagracia per partecipare ad un corso di esercizi spirituali di 8 giorni; gli esercizi erano diretti da un padre Gesuita.

Abbiamo ripercorso la vita di Gesù nei 30 anni di nascondimento e nei 3 di vita pubblica fino alla passione, morte e risurrezione.

Attraverso vari simboli  abbiamo sottolineato ogni giorno un aspetto della vita di Gesù. Abbiamo avuto una bella atmosfera, adeguata per meditare, riflettere e pregare.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Bajo tu amparo nos acogemos, “sotto la tua protezione ci rifugiamo”: don Lorenzo a suo tempo ha scritto questa frase nell’abside della parrocchia del Amparo che custodisce la statua della Madonna della Guardia.

Abbiamo iniziato la novena il 21 e la concluderemo il 29 sentendoci uniti alle celebrazioni del monte Figogna. Don Giulio che  non potrà essere presente alla conclusione perché sarà in viaggio è stato invitato dal parroco padre Guarionex ad iniziare la novena e cosí ha potuto riabbracciare molti fratelli di quella comunità.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

La Repubblica Dominicana è stata colpita da una tormenta d’acqua che ha fatto anche delle vittime.

L’acqua è  entrata nella nostra casa come era successo l’anno scorso, però grazie a Dio l’acqua era meno alta.

Comunque abbiamo dovuto chiamare una ditta  specializzata per eliminare l’acqua sporca che aveva invaso la casa.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Sono arrivato a Genova, si è conclusa la piccola avventura della missione dovuta al decesso del caro don Lorenzo.

Sono arrivato sconvolto: l’influenza degli ultimi giorni, il viaggio sull’aereo strapieno (e quindi quasi senza dormire) e il cambio di fuso orario mi hanno buttato a terra. Poco a poco mi tirerò su, con l’aiuto di Dio. In parrocchia al Lagaccio è un periodo tranquillo, e ne approfitterò per riposare.

I giorni trascorsi al Guaricano sono stati per me una grazia di Dio. A livello umano, il rivedere tante persone care, abbracciarle, sentire il calore del loro affetto ed esprimere loro il mio. A livello spirituale, il clima di preghiera e di conversione che la partenza di don Lorenzo ha suscitato, e la vicinanza di tanti fratelli preti e laici dominicani.

Ancora una volta, il grido accorato di tanti: “Non ti dimenticare di noi!”. Rimane per me l’impegno di coltivare tante relazioni di amicizia e di fede nate in tutti questi anni. Ad agosto prossimo, se il Signore vorrà, la mia prossima visita.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Ieri, dopo essere stato con noi 15 giorni, don Paolo è ripartito. Lo abbiamo accompagnato all’areoporto e ci siamo sentite sole e senza l’appoggio dei sacerdoti con i quali abbiamo sempre condiviso il lavoro e tanti momenti della nostra vita. In questo tempo è stato molto importante l’appoggio della gente del Guaricano.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

In occasione dell’onomastico di Lorenzo, oggi 10 agosto, domenica, abbiamo celebrato di nuovo vicino alla tomba la Messa della sera.

Ed è stata un’occasione in più perché la comunità si riunisse ricordando il dono che Lorenzo è stato per il Guaricano.

Commenti

Anche se don Fra mi aveva scritto, tornare a Genova e rendersi conto di cosa sia successo mi lascia senza parole.

Tra le mille cose mi commuovo soprattutto ricordando le risate fatte con Lorenzo, le battutine piazzate che ci facevano sbellicare, il suo spirito giovanile e la sua immancabile minestrina bollente (con 40 gradi fuori)!

Mi basta rileggere i pensieri scritti mentre ero lì nel Guaricano e guardare le foto per ricordare quanto sia stata importante per me la conoscenza di don Lorenzo e don Paolo!

Lorenzo, ti ricordo nelle preghiere!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

4:48 pm

Gita ad Haiti

Ieri siamo andati con le suore a fare una gita ad Haiti. Ho preso contatto con Madda (Maddalena Boschetti), una signorina consacrata originaria di Pegli, che conoscevo dai tempi in cui ero curato là, e che lavora in una missione dei camilliani a Port-au-Prince, la capitale. Madda è stata ben contenta di riceverci, e avrebbe anche voluto che ci fermassimo, ma abbiamo dovuto fare un tocca e fuggi partendo da Santo Domingo al mattino e rientrando la sera tardi.

Le mie condizioni di salute non erano buone, perché ho ancora l’influenza, ma non erano abbastanza cattive da non farci partire. Anche perché per le suore non sarà facile avere un’altra occasione per visitare Haiti e avere qualcuno che gliela faccia vedere.

Partiti quindi alla mattina presto, verso le 11 entravamo a Haiti attraverso Jimaní. Dall’altra parte della frontiera, un po’ più in giù, ci siamo incrociati con la jeep di Madda che ci veniva incontro. Con lei, sul veicolo, sette bellissimi bambini del centro dove lavora. Al mio “comment sa va?” hanno risposto un elegantissimo “sa va bien” in perfetto francese che studiano a scuola (tra di loro parlano il creol, un incrocio tra francese, spagnolo e dialetti africani).

Con la scorta di Madda siamo quindi arrivati alla capitale Port-au-Prince. In realtà non ci siamo neanche resi conto di arrivare alla capitale, perché lungo il cammino niente ci ha fatto pensare che entravamo in una città: soltanto le case sono diventate più fitte, ma poi nessun cartello, nessun cambiamento nella strada. E difatti poi Madda ci ha spiegato sia la strada che viene dalla Repubblica Dominicana, sia la strada più importante del paese, quella che porta dalla capitale al nord del paese, sono entrambe della larghezza di una strada di città.

Il barrio dove i camilliani e Madda lavorano è alla periferia nord di Port-au-Prince. Inutile dire che appena siamo usciti dalla strada che veniva dalla frontiera è sparito anche l’asfalto. In quella zona della città non ci sono strade asfaltate. E i buchi metto a dura prova non solo i pedoni (perché quando piove diventano fango) ma anche i guidatori, che rischiano di arrivare a sera senza reni.

I padri camilliani della missione sono tre, e hanno lì un grosso dispensario medico con tanto di maternità e il noviziato. La situazione di Madda è particolare, perché lei ha fatto una consacrazione come “affiliata” ai camilliani, e di fatto è lì appoggiata a quella comunità dove pensa che rimarrà tutta la vita. Il suo lavoro è quello di seguire un centro per bambini handicappati e abbandonati. A volte le famiglie “scaricano” loro i figli con handicap, altri sono loro ad accoglierli, mentre altri li seguono a domicilio. E poi ci sono vari minori che non hanno handicap ma che non hanno o non avevano una famiglia che desse loro calore. Madda tiene insieme tutto questo, coordinando il personale infermieristico e di appoggio, che è tutto locale.

Arrivati alla missione che era quasi l’ora di pranzo (ma c’era un’ora di fuso orario di cui né noi né Madda sapevamo), abbiamo potuto rinfrescarci. Dopo il pranzo, Madda ci ha portati in centro, facendoci vedere per la strada i residui della guerra civile del 2004 – case crivellate di proiettili – e portandoci ai limitare della bidonville dove né la polizia né l’ONU si arrischiano ad entrare.

A Port-au-Prince, capitale di HaitiPiù significativo turisticamente è il quartiere vicino al Palazzo Presidenziale. Di notevole importanza culturale il monumento allo schiavo che proclama la libertà: ancora legato a una catena, sta suonando la conchiglia per chiamare a raccolta i suoi fratelli negri. Allusione all’indipendenza dalla Francia ottenuta nel 1804, quando i ribelli negri, sconfitto l’esercito francese, requisì tutte le proprietà dei bianchi e passò a fil di spada tutti i colonizzatori.

Con Madda davanti al Palazzo Presidenziale di Port-au-PrinceLa grande piazza dove c’è questo significativo monumento ospita anche il palazzo presidenziale, e lì attorno c’è tutta la zona di rappresentanza diplomatica. Lo spazio di rappresentanza è molto limitato, appena ci si allontana si rivedono i mercatini e il brulicare di gente tipici delle zone povere.

Facendo un paragone con la Repubblica Dominicana, si nota un’arretratezza sociale, igienica e culturale più che evidente. Il che spiega perché gli haitiani fanno carte false per venire a Santo Domingo.

Madda ci ha poi parlato dei problemi politici, che non sono ancora risolti, e che forse non si risolveranno mai, se le dinamiche sono le stesse che in Repubblica Dominicana.

Il giro per la capitale, breve, ci ha permesso tuttavia di vedere tutte o quasi le mete turistiche. Già verso le 4.30 locali eravamo in viaggio sulla via del ritorno.

Con Madda e i padri camilliani siamo rimasti d’accordo di fare una visita più pacata, se il Signore ci aiuta in occasione di una delle mie prossime puntate alla Repubblica Dominicana.

Alle 11 di sera siamo arrivati a casa. Abbastanza stanchi!

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Noi suore ci sentivamo addolorate ed abbattute per la morte di don Lorenzo e ci siamo sentite incoraggiate per l’arrivo di don Paolo la sera stessa della morte di don Lorenzo.

Siamo riconoscenti al card. Angelo Bagnasco per avere inviato subito don Paolo che è stato un grande aiuto ed incoraggiamento in un momento così doloroso. Con la sua esperienza ha potuto organizzare nel modo migliore la celebrazione del funerale e dei 9 giorni di preghiera che in Repubblica Dominicana si fanno per ogni defunto.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.

Avendo rispettato la volontà di don Lorenzo di essere seppellito qui, stiamo preparando la sua tomba. È seppellito ai piedi della statua della Madonna dell’Altagracia che lui stesso ha posto nel giardino.

Le dimensioni della bara hanno costretto ad ampliare l’aiuola davanti alla Madonna, e sto dandomi da fare per far fare la lapide di marmo. Avrà dimensioni due metri per uno, e avrà una grande croce sotto alla quale c’è una frase dove si dice che Lorenzo donò la vita per il Signore Gesù e per il popolo del Guaricano.

Purtroppo i tempi tecnici per preparare e incidere il marmo faranno sì che la lapide arrivi dopo la mia partenza. Pazienza. Lascio alle suore le consegne di tutto il lavoro.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Nota: se è il tuo primo commento, dovrai aspettare che venga approvato per vederlo.